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martedì 22 settembre 2020

ANTEPRIMA - Viaggio di sola andata per l'amore - di Sofia Ribes

Buonasera care anime librose, 
torno sul mio amatissimo blog nel giorno in cui inizia l'autunno 2020 per parlarvi in anteprima dell'uscita di questo delizioso romanzo edito More Stories.


Il libro uscirà il prossimo 28 settembre ma è in preorder su Amazon, tranquille.
Vi lascio qualche info sull'autrice, raccomandandovi di non lasciarvi  sfuggire questo delizioso romanzo.



Sofia Ribes
vive in una cittadina di mare dove si gode la semplicità delle piccole cose insieme al
calore della sua famiglia.
Adora svegliarsi all’alba, per cominciare la giornata quando tutti dormono ancora. 
Nel silenzio delle prime ore del mattino nascono le sue migliori ispirazioni.
Quando non legge, compone musica. E quando non compone musica, scrive storie d’amore che hanno come protagonisti ragazzacci tatuati e con un pessimo carattere.
“Viaggio di sola andata per l’Amore” è il suo romanzo d’esordio.




TRAMA

Mia Gavon è una nerd burbera e asociale. Vive in un paesino di ottocentottantanove anime e non sa cosa significhi flirtare.
Sebastian Brambilla è un modello, la stella nascente dello sci alpino. Egocentrico ed egoista, sa esattamente cosa vuole dalla vita: vincere sempre.
Quando il fato fa bussare Sebastian alla porta del Piccolo Hotel, albergo gestito dalla nonna ultraottantenne di Mia, per i due sarà una vera sfida: Mia dovrà fare i conti con emozioni e sensazioni mai provate prima mentre Sebastian dovrà vedersela con una ragazza immune al suo fascino.
Per Sebastian sarà una sfida conquistarla. Per Mia una vittoria liberarsene.
Tra battibecchi, frecciatine al vetriolo e ripicche infantili, la dolce nerd e l’irriverente maschio alfa impareranno a conoscersi e a piacersi, anche se le ferite del passato rischiano di mandare tutto all'aria...



domenica 20 settembre 2020

RECENSIONE - "L'amore è una ricetta segreta" di Teresa Hope

"Per ottenere il gianduiotto perfetto occorre unire tre ingredienti: massa di cacao, nocciole di ottima qualità e zucchero. Chiaro come un bicchier d’acqua."

E' con queste parole che si apre il romanzo di Teresa Hope "L'amore è una ricetta segreta"



TRAMA

Marta ha trent’anni, un lavoro noioso e un fidanzato hipster che la trascura, preferendo rincorrere un’irrealizzabile carriera da cantante invece di un futuro a due.
Per fuggire la monotonia di giornate sempre uguali e ritornelli stonati, Marta si rintana nell’unico spazio che sente tutto suo, la cucina, e prepara con passione cioccolatini di ogni forma e dimensione di cui le sue amiche vanno matte.
Sarà proprio la cioccolata a salvarla quando, un giorno, scopre che il suo fidanzato si è appropriato di tutti i suoi risparmi. Marta sta per cedere alla disperazione ma non ha fatto i conti con le sue amiche, che l’hanno iscritta di nascosto alla Chocolaterie, una prestigiosa scuola torinese per maître chocolatier.
Nel giro di pochi giorni si ritroverà catapultata a Torino in un monolocale vecchio e fatiscente, alle prese con uno strambo padrone di casa, una doccia ammuffita e un antipatico e bellissimo compagno di corso che le farà girare la testa, tanto da farle capire che, a volte, la risposta alle nostre domande è più vicina di quello che sembra: nascosta nel nostro cuore o dietro la porta del vicino di casa.



RECENSIONE

Una storia piacevole, una lettura divertente e leggera, dove a fare da protagonista è proprio il cioccolato, una vera passione dell'autrice, a quanto pare. 
Gli ingredienti di questa storia (e parlo di ingredienti non a caso) sono amore, cucina, divertimento e romanticismo. Una miscela esplosiva e vincente.
Più di una volta mi sono immedesimata in Marta, la protagonista, sebbene lei sia molto più giovane di me. Il momento forse che mi ha divertita in modo particolare è stato quello del mitico monolocale vista Mole con finiture di pregio,  forse perché in questo momento anch'io mi sto preparando ad affrontare un trasloco, e immaginare di trovarmi nella stessa situazione di Marta mi ha fatto sorridere, ma anche trasmesso un po' d'ansia, lo ammetto! 

“Prima le valigie! Mi sa che per ragioni di galateo e di spazio ci tocca salire a piedi.” Gradino dopo gradino, Fabio mi racconta di lavorare come fotografo per un’agenzia pubblicitaria. Le sue battutine timide sono una piacevole distrazione dalle condizioni decadenti del palazzo. Puzza di umido, intonaco scrostato, scale nere e appiccicose. Finiture di pregio, Marta, ricorda le finiture di pregio. E poi c’è poco da fare la schizzinosa, non puoi permetterti di meglio e non vuoi neanche dormire sulla panchina del parco, a quanto pare. Arriviamo al piano contemporaneamente al lentissimo ascensore. Fabio recupera la valigia e la poggia davanti alla porta del mio nuovo appartamento. “Eccoci qua, queste sono le chiavi. Se hai bisogno di qualcosa, qualsiasi cosa, bussa pure, casa mia è questa qui!” Mi regala un altro grande sorriso e sparisce dietro la porta di fronte alla mia. Bene, a noi due, monolocale vista Mole.

Il cioccolato è un tema ricorrente nel libro e in alcuni momenti sembrava davvero volesse dare un tocco passionale e avvolgente a questa piccola avventura che racconta le delusioni di questa protagonista ma anche le sue gioie. 



Mi è davvero dispiaciuto che fosse una storia breve, arrivata alla fine mi sono detta "Che peccato, è già finita!", ed è stata forse questa l'unica nota amara in una storia tanto dolce che sapeva di cioccolata. Non è una pecca, anzi solo il desiderio di una lettrice accanita che avrebbe voluto che una storia così romantica e divertente non fosse mai finita! 
Quindi lo consiglio!
Complimenti all'autrice Teresa Hope per la sua commedia divertente e delicata, leggerò ancora di suo.



lunedì 31 agosto 2020

RECENSIONE "L'eredità dei Felton" di Valentina Cardellini

Mie care anime librose,
il blog riapre i battenti dopo una lunga pausa estiva, con una bella recensione, la prima di molte altre.
Si tratta del romanzo di Valentina Cardellini L'EREDITA' DEI FELTON, edito da  Literary Romance.


Link per acquisto



TRAMA

Un antico orologio da taschino fermo alle 6:35 trovato ai piedi della cattedrale di Saint Paul. Una vecchia leggenda di principesse e balli clandestini. Una moderna Cenerentola. Questi sono gli elementi di una fiaba d’altri tempi che inaspettatamente collegherà Londra alla pittoresca Bibury. Un’avventura nel tempo che porta la giovane Elaine a compiere una caccia al tesoro i cui indizi sono ancora tutti da scoprire per ritrovare il proprietario del prezioso monile, ma il passato, che tanto ha cercato di dimenticare, non tarderà a ripresentarsi cercando in tutti i modi di rovinarle il lieto fine. L’unico elemento da cui partire è l’incisione sul retro della cassa dell’orologio: “15 dicembre 1946 – Possa questo giorno ispirare e condurre tutti i nostri giorni. Con amore, M.”



RECENSIONE

A mio avviso, un romanzo non può avere delle caratteristiche peculiari oggettive per essere gradevole alla lettura. Voglio dire, in parole più semplici, che ogni storia stabilisce da sé con quale ritmo viaggia e quanto profondamente coinvolge il lettore. 
L'eredità di Felton apre con una piccola introduzione che piano piano ci introduce a questa storia che collega il presente al passato. Ed è così che attraverso il semplice ritrovamento di un orologio da parte di Ellie, la protagonista, che questa sorta di intreccio temporale inizia a coinvolgere sempre di più. 
Ammetto che ci sono alcune caratteristiche che cerco costantemente nelle storie che leggo e tra queste spiccano le descrizioni e i dialoghi. Le descrizioni non devono mai perdersi nell'inutile e tediosa prolissità, ma devono arricchire lo scenario nel quale il lettore è immerso in quell'istante preciso. Mentre i dialoghi non devono mai risultare artificiosi, ma quanto mai verosimili. Devo dire che la Cardellini costruisce bene gli ambienti e gli sfondi della sua storia, infatti ho gradito in modo particolare la descrizione in apertura della cittadina di Bibury, a quanto pare una vera oasi di pace immersa nella campagna inglese. 


Bibury era un angolo di mondo che non conosceva parole come “fretta”,
“stress” o “confusione”. La calma e la quiete si diffondevano come il
profumo di una pianta odorosa, che chiunque avrebbe potuto percepire.
Frequentare quel posto, per molti, era divenuta una scelta curativa, il modo
più efficace per sconfiggere le tensioni causate da vite vissute troppo
velocemente.
Gli abitanti di Bibury erano per la maggior parte persone anziane o nuove
generazioni di famiglie discendenti dagli antichi pastori che, decine d’anni
prima, avevano edificato quegli stessi cottage come ovili per i loro greggi.

Altrettanto gradevoli sono le descrizioni qua e là che arricchiscono sempre e comunque lo sfondo narrativo.


Elaine Tilbury, meglio conosciuta come Ellie, era una ragazza che non
passava inosservata: capelli biondo cenere lunghi fino alle spalle, occhi scuri,
naso dritto e sguardo deciso, sempre focalizzato sull’obiettivo, e il cipiglio di
chi è abituato a non fermarsi mai perché chi si ferma è perduto.
Lavorava in un’importante società di consulenza, la Barrets & Benson, e
tutti i giorni raggiungeva la City, il cuore finanziario di Londra, al numero
130B di Wood Street, dove sorgeva un palazzo squadrato di cinque piani che
ospitava il suo ufficio.
Per via del suo impiego, Ellie aveva una vita scandita da ritmi molto
precisi. Sveglia alle sei, un caffè veloce insieme al fratello, poi dieci minuti
per vestirsi e sistemarsi, tragitto in bicicletta fino alla stazione di Chiswick, il
quartiere in cui abitava, e metro linea verde, la District, con arrivo alla
stazione di Mansion House. Ci volevano circa quaranta minuti di viaggio e
altri dieci a piedi per raggiungere Wood Street.
Arrivava in ufficio alle otto e trenta circa, non prima di aver sostato da
Starbucks per ordinare la colazione. Con un muffin ai mirtilli e il solito
americano bollente tra le mani, guadagnava la sua scrivania, accendeva il
computer, consultava l’agenda, sbrigava qualche scartoffia e riceveva i
clienti.

Anche nella stessa descrizione della protagonista, non si dilunga come spesso accade, sortendo un effetto soporifero su chi in quel momento, dei protagonisti, vuol sapere il giusto ma non il troppo che stroppia.
Insomma, posso ben dire che la Cardellini non è un'autrice che si perde in chiacchiere inutili. Sa dosare bene le parole e questo per me è un gran pregio.
I dialoghi non sono male, li ho trovati abbastanza curati, anche se ci sono stati dei punti in cui quell'ombra di artificiosità, nella quale purtroppo talvolta si cade senza volerlo, si è fatta sentire.
Del resto la linea  tra la sincerità di un dialogo e la finzione è molto sottile, e oltrepassarla è veramente un attimo!
Ma tutto sommato questo non penalizza il romanzo che cammina a ritmo sostenuto e ci accompagna nella scoperta di un affascinante mistero... Ehm, lo sapete, io non posso spoilerare nelle mie recensioni, andrebbe contro la mia etica. 
Io definirei questo romanzo un po' a colori e un po' in bianco e nero e vi spiego subito il perché: dico a colori, perché tutto sommato somiglia proprio ad una bella favola moderna di quelle che fanno sognare, ma è anche in bianco e nero, perché è così pregno di sani principi e di sentimenti puri da sembrare uno di quei vecchi films in bianco e nero, ancora molto ingenui e semplici.
Voglio chiudere facendo un piccolo pensiero che fa proprio riferimento a questo romanzo dolcissimo e piacevole che ha allietato i miei primi giorni di ferie, un riferimento che ovviamente capirà soltanto che ha letto il romanzo come me:
Leggere questa bellissima storia è stato come aprire per poco una finestra sul cuore, per poi richiuderla con l'ultima frase,  l'ultima parola e infine con quell'ultimo punto che chiude ogni cosa.






venerdì 7 agosto 2020

Il Blog va in vacanza!

 Care anime librose,

da oggi il blog ANIMO LIBRO va ufficialmente in ferie! Ci rivediamo a Settembre con tante notizie librose, anteprime e segnalazioni, qualche bella novità, ma soprattutto tante recensioni!

BUONE VACANZE!

NON DIMENTICATE DI PORTARE CON VOI TANTI BEI LIBRI, OVUNQUE VOI ANDIATE!